Claudio Paggi

data di nascita 25 maggio 1925
madre Milena Sermoneta
padre Bruno Paggi
luogo di nascita Firenze
commissione Estero
organizzazioni e/o formazioni partigiane Brigata d'Oltremare Jugoslavia
qualifica RICOMPART riconosciuta Partigiano combattente caduto
Attività dopo l'8 settembre 1943 Resistenza partigiana
area d'azione Isola di Korcula, altri luoghi
regione di attività Jugoslavia
abstract Claudio Paggi era uno dei sette figli di Bruno, aiuto primario presso la clinica di chirurgia dell'università di Pisa. Il padre, dopo essere stato licenziato a causa delle leggi antiebraiche, trovò un posto di lavoro in Venezuela e partì, in attesa di chiamare la famiglia. Lo scoppio della guerra nel giugno del 1940 interruppe il progetto. Claudio, aderì al Partito Comunista e si diresse verso il Sud per cercare di passare le linee del fuoco e raggiungere gli Alleati. Riuscì nel suo intento e fu accolto in uno dei numerosi campi profughi gestiti dall'VIII armata britannica a Carbonara di Puglia. Il campo era anche un centro di arruolamento della resistenza jugoslava. Il 20 ottobre 1943 furono formate due brigate di volontari, una di osservanza regia (Re Pietro), l'altra, chiamata Brigata d'Oltremare, fedele al maresciallo Josip Broz Tito, capo dell'esercito di liberazione comunista. Gli inglesi appoggiavano ambedue e fornirono divise, addestramento e basi logistiche. Nella seconda metà di novembre, Claudio venne trasferito in un altro campo, Gravina nei pressi di Bari. Fu imbarcato, con mezzi navali degli Alleati verso le isole dalmate, lo sbarco avvenne fra il 10 e il 20 novembre 1943 nelle isole di Lissa e di Korcula. Presto giunsero i tedeschi che sopraffecero i volontari. Claudio riuscì a fuggire e ad approdare sulla costa dalmata. Da Pakostane, la prima Brigata Oltremare iniziò una lunga marcia verso il Quartier Generale a Drvar, nella Bosnia Herzegovina, dove giunse il 23 gennaio successivo. Il pericolo di essere catturati dai tedeschi incombeva e l'unità di Claudio iniziò da Drvar un'altra marcia, a tappe forzate, attraverso le alte montagne della Bosnia centrale. Le pessime condizioni igieniche dei luoghi dove Claudio si muoveva, la fame e la stanchezza piegarono il suo fisico. Nei primi giorni di febbraio del 1944, Paggi venne lasciato nelle vicinanze di Zlovarici. In quella zona, nel 1944, c'era un ospedale da campo della Prima Divisione Proletaria. Le condizioni fisiche di Claudio erano gravi. In questa struttura lavorava un medico italiano, il Tenente Ferdinando Truini, che dopo l'8 settembre era passato dalla parte dei resistenti jugoslavi. Aveva fatto gli studi a Roma, alla scuola di chirurgia di Roberto Alessandri e ne era stato assistente. Per un caso, anche il padre di Claudio, Bruno Paggi, si era formato alla scuola di Alessandri negli stessi anni. Truini incontrò Claudio in una delle baracche ospedale e assisté alla morte del giovane, vinto dal tifo. Toccò a questo medico, nel 1946, raccontare al padre di Claudio la vicenda del figlio.
fonti archivistiche e banche dati Archivio Fondazione CDEC - Fondo antifascisti e partigiani ebrei in Italia 1922-1945, b. 14, fasc. 318
Portale web I partigiani d'Italia a cura di Ministero della Cultura, ICAR e altri enti. Schedario delle commissioni per il
riconoscimento degli uomini e delle donne della Resistenza.
CDEC Digital library - Claudio Paggi
bibliografia Frederick William Deakin, La montagna più alta. L'epopea dell'esercito partigiano jugoslavo, Einaudi, Torino 1972
Gino Bambara, La guerra di liberazione nazionale in Jugoslavia (1941-1943), Mursia, Milano 1988
Vera Paggi, Claudio …una storia ritrovata. La storia di Claudio Paggi, ebreo italiano sfuggito alle persecuzioni razziali, morto partigiano in Jugoslavia, edizione on-line, ANPI 2003
Vito Antonio Leuzzi, Giulio Esposito, In cammino per la libertà. Luoghi della memoria in Puglia (1943-1956) profughi nell'Italia liberata. Campi e centri di raccolta tra emergenza e normalizzazione (1943-1951), a cura di Cristina Vitulli, Edizioni del Sud, Bari 2018