Alberto Terracina

data di nascita 16 giugno 1921
madre Elisabetta Fornari
padre Giacomo Terracina
luogo di nascita Roma
luogo di residenza Roma
organizzazioni e/o formazioni partigiane Formazioni Castelli Romani
Attività dopo l'8 settembre 1943 Resistenza
area d'azione Castelli Romani, Appennino Tosco-Laziale
regione di attività Lazio, Toscana
abstract Alberto Terracina, figlio di un "ricordaro", alla morte della mamma venne messo, assieme alla sorella Celeste, all'Istituto Pitigliani, orfanotrofio della comunità ebraica di Roma. Fu ribelle fin da bambino. Uscito dal Pitigliani si impiegò come ragazzo da bottega in un negozio. Lavoratore coatto sugli argini del Tevere, con un trucco, si sottrasse alla corvèe. Era amico di Marco Moscati che combatteva nei Castelli Romani assieme al comandante Pino Levi Cavaglione che fu il suo maestro di politica. Si unì alla banda di Pino Levi e partecipò all'attentato dinamitardo del Ponte Sette Luci. Con Marco Moscati venne a Roma per ritirare armi; per un caso non si trovava con lui in piazza di Spagna dove Marco fu arrestato. Dopo il gennaio del 1944 e la battaglia di Anzio, azioni partigiane non furono più possibili nei Castelli Romani. Terracina si spostò sull'Appennino tosco-emiliano dove continuò a combattere. Rientrò a Roma, da Porta Maggiore, il 6 giugno con i partigiani e gli alleati; corse ad abbracciare la fidanzata che, non essendo ebrea, aveva messo in salvo a casa sua, il padre e le sorelle di Alberto. Dopo la guerra militò nel Partito Repubblicano Italiano e abitò negli Stati Uniti.
fonti archivistiche e banche dati Archivio Fondazione CDEC - Collezione "Memoria della Salvezza", video-intervista rilasciata da Alberto Terracina a Liliana Picciotto, Roma 14 giugno 2012
Fondo Censimenti, b. 6, fasc. 26

Banca della memoria ebraica del centro di cultura della Comunità Ebraica di Roma: intervista a Alberto Terracina
bibliografia Pino Levi Cavaglione, Guerriglia nei Castelli Romani, Einaudi, Torino 1945, p. 123