Di Porto, Elena
data di nascita 11 novembre 1912
madre Astrologo, Grazia
padre Di Porto, Angelo
luogo di nascita Roma
luogo di residenza Roma
Attività dopo l'8 settembre 1943 Resistenza
area d'azione Roma
regione di attività Lazio
abstract Elena Di Porto, spirito libero e ribelle, la sera del 14 maggio 1940 in Via Santa Maria del Pianto a Roma, vedendo tre squadristi che malmenavano un signore anziano, di nome Valabrega, perchè portava in tasca il giornale l'Osservatore Romano, considerato dai fanatici fascisti indipendente e di libere opinioni, insorse in sua difesa e venne a una colluttazione con loro. Dopo l'entrata in guerra dell'Italia il 10 giugno del 1940, venne considerata dalle autorità "pericolosa per l'ordine pubblico". Fu arrestata e assegnata a regime di internamento in remoti paesini dell'Italia centrale e meridionale, peregrinando tra Basilicata, Abruzzo, Marche. Liberata con la caduta del governo Mussolini, nell'agosto del 1943 ritornò a Roma. Elena Di Porto, il 9 settembre 1943, alla testa di un nutrito gruppo di ebrei, fece irruzione nell'armeria Vestroni in via Monterona, asportando 70 fucili e un quantitativo di munizioni. Si diresse poi verso un'altra armeria in piazza Cairoli tentando di forzarne la saracinesca. Fu fermata dalla forza pubblica e portata nel carcere di Regina Coeli. Fu rilasciata il 28 settembre 1943. Durante la razzia degli Ebrei del 16 ottobre 1943, della quale era stata preavvertita da conoscenti, corse ad avvertire parenti e amici di quello che sarebbe successo, non ottenendo molta udienza. Durante la razzia, vide la moglie del fratello Alberto, Annita Astrologo, e i suoi tre bambini, Graziella, Settimio, Angelo, caricati sul camion tedesco. Non ebbe cuore di lasciarli da soli e si fece arrestare per seguire il loro destino. Elena Di Porto fu deportata, come tutti i rastrellati, verso il campo di Auschwitz, da dove non fece più ritorno
fonti archivistiche e banche dati Archivio Fondazione CDEC, Fondo Censimenti, b. 5, fasc. 25
Archivio Fondazione CDEC, Fondo antifascisti e partigiani ebrei in Italia 1922-1945, b. 7, fasc. 129
Archivio Centrale dello Stato Ministero dell'Interno, A5G II Guerra Mondiale, Ebrei Internati, b. 9, ad nomen.
Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell'Interno, Divisione Polizia Politica, b. 443, fasc. pers.
CDEC Digital library - Elena Di Porto
Archivio Fondazione CDEC, Fondo antifascisti e partigiani ebrei in Italia 1922-1945, b. 7, fasc. 129
Archivio Centrale dello Stato Ministero dell'Interno, A5G II Guerra Mondiale, Ebrei Internati, b. 9, ad nomen.
Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell'Interno, Divisione Polizia Politica, b. 443, fasc. pers.
CDEC Digital library - Elena Di Porto
bibliografia Liliana Picciotto, Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall'Italia 1943-1945. Ricerca della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, Mursia, Milano 2002.
Gaetano Petraglia, Internati ebrei a Lagonegro 1940-1945, in "Basiliskos", a.II, 2015, pp.75-53.
Gaetano Petraglia, La matta di Piazza Giudia. Storia e memoria dell'ebrea romana Elena Di Porto, Giuntina, Firenze 2022
Gaetano Petraglia, Internati ebrei a Lagonegro 1940-1945, in "Basiliskos", a.II, 2015, pp.75-53.
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